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domenica 29 marzo 2015

Babyboom, la fiera del bambino di Bruxelles

Venerdì io,  Ghiandi in fascia e un'amica incinta ci siamo recati alla Fiera del bambino di Bruxelles, il salon Babyboom, organizzato nei padoglioni fieristici dietro all'Atomium.
L'esperienza è stata molto positiva e la consiglierei a future o attuali mamme. Erano presenti non solo i grandi marchi (pampers, nestlé per il latte, ecc) ma anche molti piccoli negozi o produttori di prodotti per l'infanzia, dai pannolini lavabili ai mobili per le camerette, dai passeggini alle sdraiette (la più incredibile quella di 4moms, che imita il movimento cullante delle braccia umane!!! Un po' alienante).

La cosa in assoluto più interessante, e che mi sarebbe servita in gravidanza, è stata la scoperta di Chamalous, un sito che riunisce moltissimi piccoli negozi belgi e dove è possibile fare online una liste de naissance. Si riceve una carta (utilizzabile anche dopo la nascita del bimbo per dei regali di compleanno o per semplici acquisiti, con il vantaggio - se ho ben capito - di avere sempre il 10% sui prodotti), si fa una lista online sul sito di Chamalous e i parenti/amici/colleghi possono scegliere quale regalo offrirti facendo un pagamento con carta di credito (comodo quando lontani, come per noi italiani). Interessante il fatto che loro possano scegliere cosa regalarti, ma poi in realtà sta a te di "validare" o meno l'acquisto, quindi se nel frattempo hai cambiato idea, puoi usare quei soldi per comprarti qualcos'altro (ok, non molto carino, ma shhhhh).
I negozi presenti alla fiera - quelli sotto il cappello di Chamalous, ma non solo - avevano prodotti molto belli e di qualità.
Segnalo qualche scoperta:
Once upon a time è un negozio online moooolto interessante, poiché non solo vende prodotti "alternativi" per l'infanzia e organizza corsi di portage a domicilio, ma permette l'affitto di un porta bebé, modo utile per provare una sciarpa/marsupio prima di comprarla! Credo siano affiliati a Keep calm baby, che organizza dei corsi per scoprire alcune tecniche per calmare i neonati tramite massaggio, portage, cullamento (si dice?), avvolgimento dei piccolissimi in tessuti che lo stringano (per capirci, cercate emmaillotage su google); non sono dei veri e propri corsi specifici, ma una sorta di infarinatura generale, motivo per il quale non credo proverò questi atelier di due ore a 25 euro l'uno (75 euro in totale). Se a qualcuno interessa comunque si possono organizzare a casa propria per gruppi di minimo 4 persone o, a Bruxelles, si tengono presso Psycholudo.
La boite à... ha dei prodotti in tessuto (vestiti, coperte, ecc) molto stilosi (ma un po' cari), anche se sul sito non ho trovato molti prodotti che avevano in fiera, come i bellissimi pantaloni per bimbo. Non ho resistito e - anche se ancora Ghiandi non usa il ciuccio (e forse mai lo userà; per ora lo sputa!) -  ho comprato questo bellissimo attacca ciuccio (anche questo però sul sito non si trova; che sia una nuova collezione? mah...); cercavo da qualche giorno un attacca ciuccio carino, dato che stiamo provando a farglielo usare nei momenti di crisi, ma per ora il ciuccio vola a terra ogni volta che glielo proponiamo! Ora almeno gli resterà attaccato al bavaglino.
Altra boutique interessante, non presente però su Chamalous, è e-coolLogic, specializzata in particolare (ma non solo) in pannolini lavabili, che in parte producono in loco (prodotto quindi interessante perché 100% belga e km zero). Propongono anche un kit in affitto, per sperimentare i pannolini lavabili per 4 settimane. Se non dovessi trovare qualcosa di simile su Bruxelles (ecoollogic si trova fisicamente a Waimes), potrei pensarci prima di decidermi a passare al lavabile, anche se credo che farò prima o poi un corso prima di decidermi a usarli!
Se invece si vogliono comprare pannolini lavabili tramite Chamalous,una boutique che era presente alla fiera - oltre a Once upon a time - è L'ange natur'elle, anch'essa specializzata in lavabili ma con molti prodotti bio/equo/fricchettoni (anch'essa non presente a Bruxelles).

Oltre alla parte di shopping (interessante perché spesso era possibile acquistare scontato), c'era un interessante spazio dedicato alle associazioni. Da Au fil de la naissance, che raggruppa le sages-fammes belghe, cioè le ostetriche (ma non solo, dato che qua spesso, se la gravidanza non presenta patologie, seguono le gravidanze al 100% in sostituzione del ginecologo e utilizzano strumenti non solo medicali, come l'aptonomia, sofrologia, ecc...), a quella delle doule belghe e altre ancora.
Io ho preso informazioni su due associazioni alle quali vorrei iscrivermi per ricevere la loro rivista e servizi. Una, alla quale sono sicura di volermi iscrivere è La ligue des familles, l'altra, scoperta in fiera, è Natagora, una sorta di WWF locale, ma entrambe meritano un post apposito (e questo sta diventando fin troppo lungo), quindi ne scriverò in futuro, magari una volta associata.

Insomma, pur essendo l'ingresso a pagamento (8,50 se comprato online, 12 in loco più 5 euro di parcheggio se si va in auto), sono pienamente soddisfatta della gita.
Ghiandi poi ha dormito tutto il tempo, non permettendomi di sfruttare la possibilità di fare delle foto aggratis con dei fotografi professionisti (servizio offerto dalla fiera), ma permettendo di godermi il pomeriggio!
Unico neo, la ristorazione: bar caro e di qualità scarsa; se andate a cavallo di pranzo portatevi un panino da casa!

In breve:
Cosa: Babyboom, la fiera del bambino di Bruxelles
Dove: Place de la Belgique 1, 1020 Bruxelles
Prezzo: ingresso a 8,50 se comprato online, 12 in loco
Lingua: francese
Giudizio complessivo: molto buono

venerdì 27 marzo 2015

Acquagym prenatale

Purtoppo troppo tardi, a meno di un mese dal parto, ho provato il corso di acquagym prenatale presso la piscina Nemo33 a Uccle.
Il corso è tenuto in francese, dura un'ora e un quarto e prevede una parte attiva, di nuoto assistito, grazie alla quale mantenere tonici i muscoli, in perticolare quelli delle gambe, e una parte di rilassamento guidato dall'insegnante che accompagna singolarmente ogni gestante.
La parte attiva è stata davvero attiva (o forse nei precedenti 8 mesi avevo davvero smesso di fare qualsiasi attività) e il giorno successivo ho avuto le gambe un po' doloranti. Segno che l'attività non è stata inutile (e che sarebbe stata utile da ben prima!).
Durante l'incontro a cui ho partecipato eravamo solo in quattro, ma purtroppo abbiamo iniziato un po' in ritardo così l'insegnante non è riuscita a far fare la parte di rilassamento a tutte e io non ho potuto beneficiarne; speravo di tornare prima del parto a seguire un ultimo corso e provare la parte di rilassamento, ma a gennaio non son mai riuscita a decidermi a vincere il freddo e ad andare.
Molto particolare l'esperienza del sentire il proprio corpo galleggiare leggero dopo molti mesi di pesantezza; sensazione che si percepisce in realtà soprattutto uscendo dall'acqua, ritrovando improvvisamente il proprio peso con uno stupore che non mi aspettavo (sono un'habitué della piscina ma normalmente non avevo mai avuto questo tipo di sensazione).
Più piacevole uscire per poi ri-immergersi nell'acqua, come è accaduto a me causa pausa pipì; cosa che però in realtà non vi auguro, essendo purtroppo le toilette solo negli spogliatoi al piano sotto la piscina, il che comporta che si prenda un gran freddo andandoci; consiglio vivamente di fare tappa al bagno prima dell'inizio dell'incontro, cosa che in realtà io avevo pure fatto, ma purtroppo non è bastato alla mia ridicola micro vescica di quasi partoriente!
Uno dei limiti del corso, forse l'unico, è il costo elevato: 22 euro a incontro. Interessante l'abbonamento a sei incontri per 16 euro l'uno, del quale io purtroppo non ho potuto approfittare.
Per alcuni può essere un limite anche il luogo, fuori mano anche se comodo col tram 4, che ha il capolinea di fronte alla piscina, a Stalle.
In sintesi, in un'ipotetica futura gravidanza mi muoverei (nel vero senso della parola) prima e mi iscriverei a 6 incontri.

Qualcuna ha avuto esperienze di acquagym presso altre piscine? Come vi siete trovate?

In breve:
Cosa: Acquagym prenatale presso la piscina Nemo33
Dove: rue de Stalle 333, Uccle
Prezzo: 22 € a incontro o 96 € per un abbonamento di 6 incontri
Lingua: francese
Giudizio complessivo: molto buono

giovedì 26 marzo 2015

Yoga prenatale

In preparazione al parto, non potendo più fare praticamente alcuno sport, ho ripreso a fare yoga, iscrivendomi a quello che, da quel che ho letto, è considerato uno dei migliori corsi di yoga prenatale: il corso di Yoga Graciosa tenuto da Gina.
Il corso si tiene in un accogliente rez de chaussé (piano terra) a Saint Gilles, vicino a Place Stephanie; la stanza accoglie fino a circa una quindicina di persone e alcune volte mi è capitato di seguire degli incontri con la sala piena.
Il corso infatti non prevede un'assistenza personalizzata, essendo l'insegnante una sola e molte le corsiste, e per questo le posizioni praticate sono poche e semplici, ma comunque utili.
Prima che l'incontro inizi, Gina chiede se qualcuna ha dei dolori specifici, in modo non solo da guidare chi ha bisogni specifici durante la pratica, per evitare di sollecitare zone doloranti, ma anche per suggerire esercizi o abitudini da adottare a casa (come dormire, come alzarsi dal letto, ecc). Alcuni di questi consigli saranno forse già stati letti su libri/siti/riviste, ma sempre utile farseli ricordare; e talvolta capita anche di scoprire la ragione fisiologica di alcune buone prassi da adottare in gravidanza (per esempio ho scoperto da Gina la ragione per cui le donne gravide non devono alzarsi dal letto facendo forza sugli addominali, e cioè per il rischio di diastasi. Sapevatelo!).
L'incontro si tiene in francese e dura in totale circa un'ora e mezza. Una prima parte è dedicata alla parte fisica e un'ultima mezz'ora (a occhio e croce; non ho mai guardato l'orologio) è dedicata al rilassamento; spesso Gina chiede alle donne prossime al parto se hanno voglia di riprovare un rilassamento specifico.
Ho trovato questa seconda parte molto utile, sia durante la gravidanza (fa sempre bene staccare anche solo per mezz'ora dalla frenesia quotidiana), masoprattutto durante il travaglio, quando mi è venuto spontaneo mettere in pratica un esercizio che avevamo sperimentato in una seduta, tramite il quale - nella fase di magior dolore - ci si immaginava in un luogo a noi caro che avevamo visualizzato durante la lezione di yoga.

So che ci sono altri corsi in zona, come quelli tenuti allo spazio Claire de lune o dei corsi organizzati dall'ospedale stesso di zona, il Saint Pierre (per info e iscrizioni si può chiamare lo 025354810 come indicato a pagina 15 della brochure "Bien naitre" scaricabile dal sito dell'ospedale).
In inglese, invece, un'amica aveva frequentato a Place Stephanie i corsi presso Serendip.
Qualcuna ha fatto yoga prenatale presso questi centri (o altrove)? Come vi siete trovate? 

In breve:
Cosa: yoga prenatale presso Yoga Graciosa
Dove: rue Capouillet 35, Saint Gilles
Prezzo: 14 € a incontro o 125 € per un abbonamento di 10 incontri valido per 6 mesi
Lingua: francese
Giudizio complessivo: ottimo

mercoledì 25 marzo 2015

Nuova vita al blog

Riprendo in mano questo blog perché mi è di nuovo venuta voglia di parlare di Bruxelles, come qua avevo iniziato a fare nel mio primo anno da espatriata. Lo riprendo per una sorta di ecologia mentale - che si rifiuta di aprire un'ennesimo, nuovo, blog - e anche perchè in effetti sempre di Bruxelles si parla, anche se il taglio sarà probabilmente diverso; sarà infatti, d'ora in poi, la descrizione di una città vista con gli occhi di una marsupiale con attaccato al petto Ghiandi, un pupattolo ad oggi di due mesi.
Cosa offre Bruxelles a mamma e bambino, prima e dopo la sua nascita? Proverò a descriverlo qua nel blog, iscrivendomi a ogni corso possibile e immaginabile (yoga, massaggio, acquagym, ecc...) e provando a creare una rete con le altre mamme a Bruxelles (un progetto di caffé mammesco di cui parlerò in un futuro post); mamme che invito ad arricchire questo blog con commenti ai post o, perché no, con post scritti collettivamente (se avete proposte scrivetemi alla mia mail dadovealtrove@gmail.com).
Ma non solo; non sono solo mamma, per fortuna (anche se quando mancano i nonni/zii a cui affidare il pupo a volte sembra di restare confinata alla vita a due).
Racconterò di bar/caffé che visiterò - almeno finché allatto voglio approfittare del poter mangiare in abbondanza! - nonché, in ultimo, della mia esperienze da prof precaria, e del tentativo di esserlo qua in Belgio. Sia mai che tutte queste info possano servire a qualcuno.
Questi i propositi per questa nuova vita del blog. Vedremo se avrò la costanza di aggiornarlo!

domenica 27 maggio 2012

Il verde bruxellois

Una latitanza di mesi, segno più evidente della carenza di tempo causata dal lavoro! 

E ora al tutto si aggiunge lo studio. Fortuna che a Bruxelles, almeno di estate, ci si può rifugiare in luoghi ameni dove lo studio quantomeno è conciliato dal canto degli uccellini, il frusciare delle foglie e l'assenza dei rumori della città!
Oggi sono stata nel piccolo, ma vicino a casa, parco di Rue de Parme dove, con somma gioia della mia schiena, ho potuto perfino approfittare di un tavolino di legno all'ombra.


Ieri invece eravamo stati a visitare il parco di un'abbazia a mezz'ora a piedi da casa: la Abbaye de la Cambre, un vero gioiellino in mezzo alla città! 
Già solo entrando nella corte sembra di essersi lasciati alle spalle la città e di trovarsi nel cortile di una reggia di campagna. Uno stile forse non del tutto appropriato a un luogo religioso, soprattutto ad un monastero cistercense, ma - si sa - nel medioevo la distinzione tra potere religioso e potere/ricchezza temporale non era una priorità!

 La cosa più bella è arrivare nella corte e, attraverso un portale ad arco, sbucare nel magnifico e inaspettato giardino sul retro dell'abbazia, composto da diversi prati e da una scalinata inframezzata da terrazze alberate ... che dire? 

Mi spiace solo non averlo visitato prima e non averci portato gli amici che in questi mesi sono venuti in visita! Lo consiglio a tutti coloro che hanno intenzione di venire a Bruxelles, soprattutto per un pomeriggio da passare a leggere su un prato! :)

mercoledì 18 gennaio 2012

Quando i fanatici eravamo noi

Ho letto un interessante libro sull'immigrazione politica degli italiani in Belgio tra le due guerre.
Mi hanno impressionato alcune frasi, che mi hanno richiamato certi dicorsi sull'attuale immigrazione in Italia.

Ricordate quando ci fu il dibattito sulla scuola araba di Milano? Avete in mente i discorsi di chi teme imam fanatici che istigano i loro concittadini a non integrarsi? Beh, gli argomenti preferiti dalle riviste missionarie erano i consigli su come essere dei buoni cristiani e quindi stare attenti alle tentazioni del comunismo che andava combattuto così come l'ateismo. Ugualmente vengono abbordati anche temi più politici che potevano andare dalla stigmatizzazione dell'insegnamento laico in Belgio, al terrorismo antifascista.
In nota l'autrice sottolinea il fatto che il missionario [consacra] due colonne del suo bollettino per esortare i genitori italiani a mettere i loro figli nella scuola cattolica ed a ritirarli da quelle laiche.

Più attuale è il problema della sicurezza, dopo l'assassinio nei giorni scorsi dei due cinesi a opera di marocchini e del vigile milanese a opera di due rom. Nei giornali belgi la cronaca tra le due guerre precisa sempre la nazionalità dei delinquenti allorquando si tratta di Italiani. Questa abitudine finì per stabilire una specie di equazione per cui Italiano era uguale a criminale. [...] Viene anche loro rimporoverato di essere facili all'ubriachezza e [...] sono pure accusati di diffondere malattie veneree.
Ovviamente un'inchiesta condotta dal commissario capo del tribunale di Mons dimostra che la criminalità straniera è inferiore a quella belga e conclude che gli italiani sono soprattutto pericolosi per la fedeltà coniugale [!] ma non minacciano la moralità.

Infine, pensando a Hina o altre ragazze uccise per delitti di onore che, giustamente, tanto ci sconvolgono, mi fanno riflettere queste parole: la diversità di morale sessuale faceva sì che gli italiani rimanessero colpiti di esser giudicati così severamente all'estero per degli omicidi dovuti alla gelosia quando il delitto d'onore in Italia non era perseguibile.

A voi le riflessioni...

I testi citati provengono da Anne Morelli, Fascismo e antifascismo nell'immigrazione italiana in Belgio (1922-1940), 1987, Bonacci Editore. Rispettivamente p. 131, pp. 171-2 e p. 172.

domenica 15 gennaio 2012

patchwork stradali

Ora ho capito perchè i marciapiedi di Bruxelles sono tutti fatti in un simpatico pavé (o mattonelle di vario tipo) e non di liscio asfalto, con somma gioia dei nostri amici trolley.  Dev'essere, presumo io, una motivazione di gestione dei servizi.
L'ho pensato quando sono venuti a installarmi internet a casa. Non essendoci ancora la nuova centralina adsl-non-so-più-quale-versione dovevano installarne una nuova. Pensavo avrebbero smanettato solo in cantina, invece han dovuto bucare il marciapiede per fare passare non so quali cavi. Si son piazzati in due con scalpellini e martello e hanno "smontato" un quadrato  composto da vari pezzi di pavé. Dopo un paio d'ore son scesa a controllare il procedere dei lavori e stavano ricoprendo il buco con terra e altro (mi pare fosse bitume). Hanno ricomposto i pezzi di pavé uno vicino all'altro e sono andati lasciando un po' di terra in giro e i chiari segni di un lavoro recente.

In fondo un'idea non male. In Italia, se avessero dovuto sfasciare il marciapiede, poi avrebbero dovuto ricolarci sopra l'asfalto, un lavoro non proprio di 2 ore. E inoltre fra qualche giorno le tracce del lavoro saranno scomparse, a differenza dei patchwork di asfalto sui nostri marciapiedi.
Insomma... mi piace!

giovedì 12 gennaio 2012

lo vuole già digerito?

Che per carità, oggi andiamo tutti di corsa.
Ma le due fette di pane con già spalmata sopra la crema all'aglio ed erbe aromatiche, il tutto imbustato in una simpatica busta di plastica... mi pare un tantino eccessivo!

martedì 10 gennaio 2012

non vorrei rinascere abete...

Si parla sempre male dell'Italia, però io a Milano non ricordo una tale ecatombe di alberi di Natale.
Sono ormai passate due settimane dal 25 dicembre e ancora Bruxelles ogni giorno sputa sui marciapiedi tristi alberi mozzati. I più ironici quantomeno li "piantano" nelle aiuole (peccato li abbiate comprati senza radici!), altri li legano ai pali (!) ma i più li lasciano per strada. Che qui, per carità, la pattumiera la si lascia per strada e passano a raccoglierla, ma fare quotidianamente lo slalom tra cadaveri di alberi di Natale è un po' sconsolante. In un altro altrove quantomeno li riusano!
 

sabato 19 novembre 2011

I tentacoli lunghi dell'Esselunga

Chi mi conosce bene sa che pur di non comprare all'Esselunga tempo fa rinunciai a mangiare uno dei muesli "commerciali" per me più buoni, quello alle noci della Jordans. A Milano qualche anno fa lo si trovava solo nel supermercato di Caprotti, legato a Berlusconi e nemico delle Coop; per me due motivi sufficienti per boicottare i suoi punti vendita (oltre allo scandalo delle condizioni di lavoro, ecc...).
Ebbene, potete immaginare la mia sopresa quando a Bruxelles, nel reparto pasta e affini del Delhaize vicino a casa (a Bruxelles ci sono due grosse catene di supermercati: la belga Delhaize e la francese Carrefour), ho trovato la pasta Barilla, la De Cecco, una sconosciuta marca finto-italica (Panzani... un nome, un programma!) e... ebbene sì... Esselunga!!
Esselunga?!?!? Una sottomarca, un marchio legato a una specifica catena, venduta a km e km di distanza??
Il peggio doveva ancora arrivare. Se per la pasta ho potuto guardare con sdegno l'odiato marchio e servirmi del noto mulino, peggio è andata quando ho cercato un riso decente per fare un risotto. Nel settore riso erano presenti vari risi asiatici, noti non proprio per la loro resistenza alle lunghe cotture, o Carnaroli e Arborio... solo ed esclusivamente di una marca... ebbene sì, ancora lei, l'odiata Esselunga!

Fortuna che ad un mercatino bio ho trovato alla "modica" cifra di 3 euro (!) del Carnaroli di altra marca. Quanto mi costerà ancora l'odiato Caprotti?!

Comunque, qualcuno ha idea del perchè un supermercato belga debba comprare dei prodotti da un supermercato italiano?? A me pare assurdo, soprattutto tenuto conto che lo fa solo su questi due specifici prodotti (vendesse anche mozzarelle Esselunga, salami, prosciutti, vini, taralli Esselunga, capirei meglio il legame!).
Sul loro sito c'è scritto: "De nombreuses autres "pasta secca", courtes ou longues, sont fabriquées en exclusivité pour Delhaize "Le Lion", en Italie, sous la marque Esselunga. On recourt à des ingrédients naturels (eau pure de source et les meilleures semoules), la bonne vieille méthode du séchage lent, ainsi qu’aux moules en bronze. L’alchimie qui se crée alors entre l’emploi de ces moules, l’épaisseur appropriée pour chaque forme de pâte, et l’utilisation de blés durs au taux élevé de gluten, donne des pâtes d’une qualité supérieure, parmi les meilleures du marché". "Una pasta di qualità superiore, tra le migliori sul mercato"?!?
Probabilmente una questione di prezzo: la pasta corta Esselunga costa 1 euro mentre tutte le altre (compresa Panzani!) si aggirano tra 1.20 e 1.50. Solo gli spaghetti hanno lo stesso prezzo, tutti a 1 euro.
Mah...

giovedì 17 novembre 2011

Quel paese del terzo mondo chiamato Belgio

Se qualcuno mi viene ancora a parlare di efficienza nordica gli rido in faccia. Quantomeno qua in Belgio.
Ho già avuto traumatiche esperienze, delle quali un giorno racconterò, che mi hanno fatto rimpiangere le "brevi" code di un'ora dell'INPS (un'ora?! solo?!? woooow!).
Oggi è successo l'impensabile: dopo 14 giorni dalla data di attivazione del mio nuovo contratto internet mi arriva la lettera tanto attesa col numero di telefono e il codice di attivazione. Faccio una prova, ma il numero risulta inesistente.Mi reco al negozio dove ho firmato il contratto e mi viene detto che "Oh, in effetti sul computer il contratto risulta bloccato!" (avvisarmi magari?).
Chiedo lumi al riguardo e il commesso chiama il numero tecnico. Risposta: il contratto non può essere attivato perchè nella scatola bianca all'inizio della mia via le prese sono già tutte assegnate. Ci son già troppi contatti internet.
Prese?!? Scatola bianca?!?! Ma non siamo nella capitale d'Europa, nel terzo millennio?!

"Quale soluzione possibile?" Chiedo fiduciosa al commesso.
"Nessuna. O sperare che qualcuno nella sua via disdica il proprio contratto"
...
...
COOOSAA???

Riparto alla carica provando a stipulare un contratto con la telecom locale, ancor oggi proprietaria delle "scatole bianche".
"Ufficialmente non possono tenersi per sè le prese, sarebbe contrario alla legge sulla libera concorrenza", mi ha detto il commesso dell'Infostrada belga, ma a questo punto presumo che nulla sia impossibile.
Io provo lo stesso...

Robe da matti!!!

mercoledì 9 novembre 2011

Italianità

Oggi mi son ritrovata a parlare di politica e di Berlusconi con un italo-belga.
Son andata in una scuola di lingua per informarmi a proposito dei corsi d'inglese. Mi ha accolto il proprietario, il quale, avendo riconosciuto il mio accento (io?!? accento?!? ma va!) ha iniziato a parlarmi in italiano. O meglio, io parlavo italiano, lui un mix tra italiano e francese. Presumo sia un immigrato di seconda generazione o che sia arrivato in belgio molto molto giovane perchè commetteva degli errori veramente enormi sia di struttura che di lessico (del tipo "quando io ando in Italia"...).
Dopo varie chiacchere sui corsi siam finiti a parlare di politica e ovviamente di Berlusconi e di ipotetici voti futuri. Il mio "signor ando" mi ha confessato di esser ormai da anni in crisi, in quanto uomo di destra che vota a sinistra per non avvallare le politiche berlusconiane.
Voto?! Il "signor ando" vota per l'italia?!? Ebbene sì, in quanto italo-belga vota sia per il Belgio che per l'Italia.
Ora, io semplicemente mi chiedo: che senso ha che una persona che evidentemente non vive da decenni in Italia (forse non ci è neanche nato!), che ha un'attività commerciale e professionale all'estero, che non ha alcuna conoscenza della vita in Italia, voti per la politica italiana?!?
Poi per carità, il signor ando vota a sinistra, quindi a lui in particolare possiamo anche lasciarglielo questo diritto, ma esso è davvero così sacrosanto?

mercoledì 2 novembre 2011

Châtelain


Ieri pomeriggio e stasera ho gironzolato per un quartiere molto vivace e pieno di bar e di negozi curiosi. Prevalentemente negozi di oggetti per la casa (al punto da chiedersi come possano coesistere nella stessa via tutti quanti!), ma di ottima qualità e spesso molto molto originali (avevate mai visto uno spremi dentifricio formato da un unico pezzo di plastica?! Io ora ce l'ho!) che credo saccheggerò per i regali natalizi. Qua e là anche delle fornitissime teerie, sia di vendita di tè che di degustazione. La prima che ho trovato, La Septième Tasse, sembra un negozio di tè tradizionale, di quelli con i tè nelle scatole di metallo dietro al bancone. Il secondo, Unami, con anche un bar, dovrebbe essere, da quel che ho capito, cinese e penso possa essere un luogo interessante dove fare due chiacchiere davanti a un buon tè.
Nel quartiere c’è anche quel folle luogo che è Les petits riens, del quale ho già scritto.

Da ultimo, ma solo in termini temporali, ho passeggiato stasera nel mercato di Place Châtelain, un mercato aperto dalle 12 alle 19.30 nel quale la sera (a breve lo visiterò sicuramente di giorno!) molte persone cenano o prendono un aperitivo a dei baracchini che spuntano tra le bancarelle. Non oso immaginare quanta gente ci sia d'estate, considerato che noi ci siamo stati con i 15 gradi di stasera!
Molto quotati tra i giovani gli asiatici con i loro sempreterni noodles; frequentato da signori di mezz’età un baracchino di pesce che prepara ostriche e altro pesce (che non son riuscita a vedere tanta era la folla ma che sembrava molto interessante); e poi molti altri baracchini meno affollati,  di venditori di lasagne vegetariane, di deliziosi bistoukettes di diversi gusti (salamini sottilissimi alle erbe mediterranee, al formaggio, alle noci, al chorizo…deliziosi!), di polpette di vario tipo e ripiene di mille spezie, a base di feta, di pesce, di carne  semplice o con albicocche e uva (purtroppo quest'ultime erano finite, ma tornerò a provarle!). Abbiamo preso delle polpette con riso e lenticchie (e mille spezie) a un baracchino gestito da due ragazzi e, nonostante l’aria frizzantina non più estiva, abbiamo mangiato come tutti al tavolino di legno affianco alla fiancata blu del camioncino. 
Le luci e l’atmosfera erano da fissare in una qualche forma e ho rimpianto di non avere la macchina fotografica!
A degna conclusione di tale cena abbiamo preso dei dolci che mi pare si chiamassero royal, una sorta di budinetti simili al budino di semolino, a quattro gusti diversi. Per ora siamo riusciti a provare solo quello alla ciliegia e quello al limone, a domattina quello al pistacchio e quello al cocco. I dolci li vendeva una simpatica signora che cucina in modo artigianale tutti i prodotti che vende, dolci e salati. Sul banco c’era una torta cioccolato e pere da salivazione preventiva!

Insomma, il quartiere di Châtelain, e in particolare il mercato, è promosso a pieni voti e vince il premio “luogo dove tornare”… nonostante la massiccia presenza di italiani, ai quali però ormai mi sto abituando, essendo veramente ovunque qua in Belgio!!

Il riuso etico à la bruxellois


Ieri ho visitato un luogo stranissimo, il magazzino centrale (nonché sede) di un’associazione absl (traduzione letterale di onlus) chiamata Les petits riens, che raccoglie oggetti (soprattutto vestiti) di seconda mano. I vestiti vengon venduti nei numerosi negozi in giro per  Bruxelles e da qualche negozio in giro per il Belgio. I mobili invece vengon venduti nel magazzino di quattro piani di rue Américane, una sorta di Ikea dell’usato, nella quale trovare valigie, posate, libri, utensili da cucina di ogni tipo, tavolette del cesso, borse, giochi in scatola, sofà, armadi, tavoli, letti, carrozzine, e chi più ne ha più ne metta!
Ovviamente ogni scaffale raccoglie oggetti rigorosamente unici e diversi gli uni dagli altri; il che rende la ricerca di una tazzina un compito epico, nel tentativo di guardarle tutte in cerca di quella desiderata.
Sul loro sito sostengono che ogni  giorno passano dal negozio di rue Américane circa 600 persone e non stento a crederci, nonostante sia aperto solo di pomeriggio!
L’associazione è nata in  Belgio negli anni ’30 e dal 1955 occupa gli spazi di rue Américane. Mi piacerebbe trovare delle foto di questo grande magazzino dell’usato nel corso degli anni,  e dei suoi  visitatori nei decenni. 
Da sempre les petits riens usa i soldi ricavati per attività di  sostegno e lotta alla povertà (una sorta di caritas belga): ha una casa di accoglienza per senza tetto che accoglie 120 persone e aiutano in vario modo persone in difficoltà economica , psichica o sociale.
Insomma, un bel posto dove andare a spendere i propri soldi, se proprio bisogna spenderli. E un luogo dove acquistare oggetti già esistenti…un buon modo di promuovere il riuso!

lunedì 11 luglio 2011

BioBruxelles

Nulla mi fa sentire più integrata in una città quanto fare la spesa e girare per la strada con dei rotoli di carta igienica sotto il braccio!
A Bruxelles ho fatto la bella scoperta di un mercato biologico vicino a casa, a Marolles, con verdura e frutta, pane, formaggi venduti direttamente dai produttori (così ho capito!) e molti prodotti alla spina, dai biscotti al vino, fino addirittura all'olio d'oliva! Il vino e l'olio sono italiani dunque poco km zero ma si sa...tutto non si può avere! Portando la propria bottiglia da casa la si può riempire evitando così di sprecare bottiglie!! I gestori inoltre sono molto simpatici e non mi hanno fatto pagare le 5 pesche che avevo comprato: erano tra le ultime rimaste (forse la prossima volta converrà non andare all'una!!) ed erano un po' ammaccate!! In Italia avrebbero fatto finta di nulla!
Questo mercatino, unito ad un supermercato biologico dove ho trovato il muesli alla spina (alla spina si trovano sia i diversi cereali che i diversi tipi di frutta secca così ognuno può creare il proprio muesli, e senza alcun packaging!), diverranno, se resterò a Bruxelles, due punti chiave per il programma che voglio sperimentare: la riduzione delle confezioni e, in generale, della spazzatura!

p.s. le pesche belghe, lo ammetto, non sapevano di granchè...le metterò nel muesli! :)

lunedì 4 luglio 2011

Sole, dopocena

E' una strana sensazione quella di uscire dal ristorante (l'etiope kokob; ottimo ma bisogna prenotare perchè è sempre pieno) ben dopo le 21 e trovarsi di fronte un palazzo illuminato dal sole. "Sole?! Ma che ore sono?!". Ebbene sì, il sole qui a Bruxelles in questi giorni di luglio tramonta verso le dieci.
Mi rendo conto che non sia stata un'esperienza straordinaria ma mi ha fatto sentire in modo ancora più intenso l'emozione di essere in un paese diverso dal mio, in una nuova esplorazione, avventura.
Ho pensato spesso alle lunghe mail che mandavo da Barbados (chissà se qualcuno le ha lette!!) o alle lettere sulle esperienze vissute a Lione. Ho pensato che sarebbe stato bello unire in un unico luogo tutte queste immagini su mondi differenti.
Leggevo qualche giorno fa che i bambini percepiscono il mondo in modo simile a come lo percepisce un adulto in viaggio, notando ogni piccolo e apparentemente insignificante particolare del mondo attorno a sè e anche per questo hanno bisogno di dormire molto: come il viaggiatore, sono provati alla fine della giornata da questa osservazione continua.
In questo blog vorrei riportare osservazioni, spunti e riflessioni offertemi dall'essere altrove. Non so con quanta frequenza scriverò, se mi stuferò, se ne abuserò. Vedremo!
Intanto, per ora, comincia una lunga, lunghissima giornata.