giovedì 26 marzo 2015

Yoga prenatale

In preparazione al parto, non potendo più fare praticamente alcuno sport, ho ripreso a fare yoga, iscrivendomi a quello che, da quel che ho letto, è considerato uno dei migliori corsi di yoga prenatale: il corso di Yoga Graciosa tenuto da Gina.
Il corso si tiene in un accogliente rez de chaussé (piano terra) a Saint Gilles, vicino a Place Stephanie; la stanza accoglie fino a circa una quindicina di persone e alcune volte mi è capitato di seguire degli incontri con la sala piena.
Il corso infatti non prevede un'assistenza personalizzata, essendo l'insegnante una sola e molte le corsiste, e per questo le posizioni praticate sono poche e semplici, ma comunque utili.
Prima che l'incontro inizi, Gina chiede se qualcuna ha dei dolori specifici, in modo non solo da guidare chi ha bisogni specifici durante la pratica, per evitare di sollecitare zone doloranti, ma anche per suggerire esercizi o abitudini da adottare a casa (come dormire, come alzarsi dal letto, ecc). Alcuni di questi consigli saranno forse già stati letti su libri/siti/riviste, ma sempre utile farseli ricordare; e talvolta capita anche di scoprire la ragione fisiologica di alcune buone prassi da adottare in gravidanza (per esempio ho scoperto da Gina la ragione per cui le donne gravide non devono alzarsi dal letto facendo forza sugli addominali, e cioè per il rischio di diastasi. Sapevatelo!).
L'incontro si tiene in francese e dura in totale circa un'ora e mezza. Una prima parte è dedicata alla parte fisica e un'ultima mezz'ora (a occhio e croce; non ho mai guardato l'orologio) è dedicata al rilassamento; spesso Gina chiede alle donne prossime al parto se hanno voglia di riprovare un rilassamento specifico.
Ho trovato questa seconda parte molto utile, sia durante la gravidanza (fa sempre bene staccare anche solo per mezz'ora dalla frenesia quotidiana), masoprattutto durante il travaglio, quando mi è venuto spontaneo mettere in pratica un esercizio che avevamo sperimentato in una seduta, tramite il quale - nella fase di magior dolore - ci si immaginava in un luogo a noi caro che avevamo visualizzato durante la lezione di yoga.

So che ci sono altri corsi in zona, come quelli tenuti allo spazio Claire de lune o dei corsi organizzati dall'ospedale stesso di zona, il Saint Pierre (per info e iscrizioni si può chiamare lo 025354810 come indicato a pagina 15 della brochure "Bien naitre" scaricabile dal sito dell'ospedale).
In inglese, invece, un'amica aveva frequentato a Place Stephanie i corsi presso Serendip.
Qualcuna ha fatto yoga prenatale presso questi centri (o altrove)? Come vi siete trovate? 

In breve:
Cosa: yoga prenatale presso Yoga Graciosa
Dove: rue Capouillet 35, Saint Gilles
Prezzo: 14 € a incontro o 125 € per un abbonamento di 10 incontri valido per 6 mesi
Lingua: francese
Giudizio complessivo: ottimo

mercoledì 25 marzo 2015

Nuova vita al blog

Riprendo in mano questo blog perché mi è di nuovo venuta voglia di parlare di Bruxelles, come qua avevo iniziato a fare nel mio primo anno da espatriata. Lo riprendo per una sorta di ecologia mentale - che si rifiuta di aprire un'ennesimo, nuovo, blog - e anche perchè in effetti sempre di Bruxelles si parla, anche se il taglio sarà probabilmente diverso; sarà infatti, d'ora in poi, la descrizione di una città vista con gli occhi di una marsupiale con attaccato al petto Ghiandi, un pupattolo ad oggi di due mesi.
Cosa offre Bruxelles a mamma e bambino, prima e dopo la sua nascita? Proverò a descriverlo qua nel blog, iscrivendomi a ogni corso possibile e immaginabile (yoga, massaggio, acquagym, ecc...) e provando a creare una rete con le altre mamme a Bruxelles (un progetto di caffé mammesco di cui parlerò in un futuro post); mamme che invito ad arricchire questo blog con commenti ai post o, perché no, con post scritti collettivamente (se avete proposte scrivetemi alla mia mail dadovealtrove@gmail.com).
Ma non solo; non sono solo mamma, per fortuna (anche se quando mancano i nonni/zii a cui affidare il pupo a volte sembra di restare confinata alla vita a due).
Racconterò di bar/caffé che visiterò - almeno finché allatto voglio approfittare del poter mangiare in abbondanza! - nonché, in ultimo, della mia esperienze da prof precaria, e del tentativo di esserlo qua in Belgio. Sia mai che tutte queste info possano servire a qualcuno.
Questi i propositi per questa nuova vita del blog. Vedremo se avrò la costanza di aggiornarlo!

domenica 27 maggio 2012

Il verde bruxellois

Una latitanza di mesi, segno più evidente della carenza di tempo causata dal lavoro! 

E ora al tutto si aggiunge lo studio. Fortuna che a Bruxelles, almeno di estate, ci si può rifugiare in luoghi ameni dove lo studio quantomeno è conciliato dal canto degli uccellini, il frusciare delle foglie e l'assenza dei rumori della città!
Oggi sono stata nel piccolo, ma vicino a casa, parco di Rue de Parme dove, con somma gioia della mia schiena, ho potuto perfino approfittare di un tavolino di legno all'ombra.


Ieri invece eravamo stati a visitare il parco di un'abbazia a mezz'ora a piedi da casa: la Abbaye de la Cambre, un vero gioiellino in mezzo alla città! 
Già solo entrando nella corte sembra di essersi lasciati alle spalle la città e di trovarsi nel cortile di una reggia di campagna. Uno stile forse non del tutto appropriato a un luogo religioso, soprattutto ad un monastero cistercense, ma - si sa - nel medioevo la distinzione tra potere religioso e potere/ricchezza temporale non era una priorità!

 La cosa più bella è arrivare nella corte e, attraverso un portale ad arco, sbucare nel magnifico e inaspettato giardino sul retro dell'abbazia, composto da diversi prati e da una scalinata inframezzata da terrazze alberate ... che dire? 

Mi spiace solo non averlo visitato prima e non averci portato gli amici che in questi mesi sono venuti in visita! Lo consiglio a tutti coloro che hanno intenzione di venire a Bruxelles, soprattutto per un pomeriggio da passare a leggere su un prato! :)

mercoledì 18 gennaio 2012

Quando i fanatici eravamo noi

Ho letto un interessante libro sull'immigrazione politica degli italiani in Belgio tra le due guerre.
Mi hanno impressionato alcune frasi, che mi hanno richiamato certi dicorsi sull'attuale immigrazione in Italia.

Ricordate quando ci fu il dibattito sulla scuola araba di Milano? Avete in mente i discorsi di chi teme imam fanatici che istigano i loro concittadini a non integrarsi? Beh, gli argomenti preferiti dalle riviste missionarie erano i consigli su come essere dei buoni cristiani e quindi stare attenti alle tentazioni del comunismo che andava combattuto così come l'ateismo. Ugualmente vengono abbordati anche temi più politici che potevano andare dalla stigmatizzazione dell'insegnamento laico in Belgio, al terrorismo antifascista.
In nota l'autrice sottolinea il fatto che il missionario [consacra] due colonne del suo bollettino per esortare i genitori italiani a mettere i loro figli nella scuola cattolica ed a ritirarli da quelle laiche.

Più attuale è il problema della sicurezza, dopo l'assassinio nei giorni scorsi dei due cinesi a opera di marocchini e del vigile milanese a opera di due rom. Nei giornali belgi la cronaca tra le due guerre precisa sempre la nazionalità dei delinquenti allorquando si tratta di Italiani. Questa abitudine finì per stabilire una specie di equazione per cui Italiano era uguale a criminale. [...] Viene anche loro rimporoverato di essere facili all'ubriachezza e [...] sono pure accusati di diffondere malattie veneree.
Ovviamente un'inchiesta condotta dal commissario capo del tribunale di Mons dimostra che la criminalità straniera è inferiore a quella belga e conclude che gli italiani sono soprattutto pericolosi per la fedeltà coniugale [!] ma non minacciano la moralità.

Infine, pensando a Hina o altre ragazze uccise per delitti di onore che, giustamente, tanto ci sconvolgono, mi fanno riflettere queste parole: la diversità di morale sessuale faceva sì che gli italiani rimanessero colpiti di esser giudicati così severamente all'estero per degli omicidi dovuti alla gelosia quando il delitto d'onore in Italia non era perseguibile.

A voi le riflessioni...

I testi citati provengono da Anne Morelli, Fascismo e antifascismo nell'immigrazione italiana in Belgio (1922-1940), 1987, Bonacci Editore. Rispettivamente p. 131, pp. 171-2 e p. 172.

un paese...o due..o tre... Già nel 1932!!

"All'inizio degli anni Trenta un fascista italiano constata che il solo problema "politico" capace di interessare i Belgi è la questione linguistica: ciò che maggiormente occupa e preoccupa i politicanti è la lotta nazionale per l'eterna contesa fra fiamminghi e valloni. Dopo un secolo di "unità" il Belgio è disunito più che mai: sono due razze, due culture, due lingue, due mentalità che si affrontano ogni giorno. (E. Menapace, tra i fuorusciti, s.d. Les Imprimeries générales, Parigi, 1932, p. 62)."
"Fascismo e antifascismo nell'immigrazione italiana in Belgio (1922-1940), 1987, Bonacci Editore, pp. 231-2.

domenica 15 gennaio 2012

patchwork stradali

Ora ho capito perchè i marciapiedi di Bruxelles sono tutti fatti in un simpatico pavé (o mattonelle di vario tipo) e non di liscio asfalto, con somma gioia dei nostri amici trolley.  Dev'essere, presumo io, una motivazione di gestione dei servizi.
L'ho pensato quando sono venuti a installarmi internet a casa. Non essendoci ancora la nuova centralina adsl-non-so-più-quale-versione dovevano installarne una nuova. Pensavo avrebbero smanettato solo in cantina, invece han dovuto bucare il marciapiede per fare passare non so quali cavi. Si son piazzati in due con scalpellini e martello e hanno "smontato" un quadrato  composto da vari pezzi di pavé. Dopo un paio d'ore son scesa a controllare il procedere dei lavori e stavano ricoprendo il buco con terra e altro (mi pare fosse bitume). Hanno ricomposto i pezzi di pavé uno vicino all'altro e sono andati lasciando un po' di terra in giro e i chiari segni di un lavoro recente.

In fondo un'idea non male. In Italia, se avessero dovuto sfasciare il marciapiede, poi avrebbero dovuto ricolarci sopra l'asfalto, un lavoro non proprio di 2 ore. E inoltre fra qualche giorno le tracce del lavoro saranno scomparse, a differenza dei patchwork di asfalto sui nostri marciapiedi.
Insomma... mi piace!

giovedì 12 gennaio 2012

lo vuole già digerito?

Che per carità, oggi andiamo tutti di corsa.
Ma le due fette di pane con già spalmata sopra la crema all'aglio ed erbe aromatiche, il tutto imbustato in una simpatica busta di plastica... mi pare un tantino eccessivo!